La Legge dei Cicli - Armonia & Reiki

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00128 Trigoria - Roma

Centro studi per la formazione psico-spirituale indirizzata all'autorealizzazione attraverso lo sviluppo della coscienza.
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La Legge dei Cicli

Approfondimenti
  
LA LEGGE DEI CICLI ALLA LUCE
DELLA COSCIENZA


«Dio respira e la Sua vita pulsante emana dal Cuore Divino e si manifesta come energia vitale in tutte le forme.
   Essa fluisce pulsando nei suoi cicli, attraverso tutta la natura.,. Ciò costituisce la divina inalazione ed espirazione.»
(A.A. Bailey «Trattato di Magia Bian­ca» pag 582)

Quando prendiamo in esame le grandi leggi eso­teriche e universali, di solito noi, dal nostro punto di vista relativo e limitato, ci rendiamo conto solo del «come» esse funzionano e non del «perché». Questo avviene perché le esaminiamo con la mente concreta, vedendole come manifestazioni oggettive ed esterne che dobbiamo accettare inevitabilmente. Se ci fermia­mo, invece, un momento a riflettere cercando di capire il loro vero significato e il loro reale scopo, cominciamo ad intuire che dietro ad esse vi è una realtà più profonda, un proposito ben preciso che deriva da una Volontà Divina che le ha emanate e sentiamo che anche noi siamo collegati a questo Proposito, a questa Volontà. Infatti a mano a mano che la nostra vera coscienza si sviluppa noi sentiamo che queste leggi esistono anche dentro di noi e che possiamo sperimentarle ed utiliz­zarle come mezzi di crescita e di autorealizzazione.


Nell'esaminare la Legge dei Cicli (che è strettamente connessa con le leggi esaminate finora e cioè quella di evoluzione, quella di rincarnazione e quella del Karma) dovremmo metterci in questo atteggia­mento interiore, cercando di vederla però più dal lato interiore ed autoformativo che dal lato conoscitivo e teorico.

Ogni giorno infatti constatiamo resistenza della Legge dei Cicli, perché tutta la nostra vita è dissemi­nata di ritmi, di flussi e riflussi, di un movimento di alternanze cicliche, di periodicità sia a livello colletti­vo che a livello individuale, sia nei macrocosmo che nei microcosmo.

Noi accettiamo come una cosa naturale questi cicli; il giorno e la notte, la vita e la morte, il ritmico alternarsi delle stagioni, le fasi lunari.... e se spaziamo con la mente nel cosmo osserviamo ì cicli più ampi degli astri, delle galassie e delle costellazioni. Quello però che ci colpisce di più, è la periodi­cità dei nostri stati interiori, i flussi e i riflussi emotivi e mentali, l'alternarsi dei movimenti della energia psichica, dal conscio all' inconscio, e dall'inconscio al conscio e, se siamo più sensibili, il ritmico movimen­to delle energie che avviene tra il Sé e la personalità che crea fasi alterne di interiorizzazione e di esterio­rizzazione.

Ci siamo mai chiesti che significato ha tutto ciò, qual è l'origine di questo movimento ciclico, qual è il suo fine, quale il suo segreto?

Risalendo all'origine, come abbiamo fatto con tutte le altre leggi, esaminate finora, vediamo che an­che l'Assoluto si manifesta ciclicamente, e il suo atto, chiamato nei libri esoterici «ideazione cosmica», è co­me un respiro che è formato di due movimenti, espi­razione ed inspirazione, involuzione ed evoluzione: il grande respiro di Brahma, secondo la poetica espres­sione orientale.

Il fatto più importante però è che l’Assoluto nell'uscire  dal suo stato di immobilità e di riposo, non solo dà inizio alla «respirazione cosmica», ma anche alla dua­lità universale. Infetti egli emana i primi due opposti: lo Spirito e la Materia che rappresentano la Sua Volontà attiva e la sua Volontà passiva, le «due colonne del tem­pio universale». Questi due opposti poi daranno origine a tutte le altre polarità che esistono nella manifestazione a tutti i livelli dal macrocosmo al microcosmo e che in­teragiscono continuamente fra loro, creando il movi­mento cìclico e ritmico di tutto ciò che esìste.

È scritto nella «Dottrina Occulta» di Chevrier:
«... è il giuoco degli opposti che dà alla manife­stazione della vita il loro carattere essenzialmente rit­mico e periodico, dalla vibrazione atomica fino alla evoluzione totale di un universo secondo le sue due fa­si discendente ed ascendente.... Nulla nella creazione esiste se non come ritmo e null'altro che ritmo»

I cicli, di qualsiasi natura essi siano, rispecchia­no questo «giuoco degli opposti», che è l’essenza stessa della vita nella manifestazione, un gioco, che ha uno scopo ben preciso e di cui l'uomo è il simbolo più evidente e significativo. Egli infatti rivive in se stesso questa polarità universale, senza esserne consa­pevole all'inizio, ma scoprendone  poco a poco resi­stenza ed il significato profondamente esoterico.
Ogni ciclo ha due fasi, l'una attiva, centrifuga e l’altra passiva, centripeta; una «involutiva» ed una «evolutiva», in senso simbolico e questo avviene sia nei cidi collettivi che riguardano tutta ['umanità sia nei cidi individuali che riguardano l'uomo singolo.
Occorre precisare che il termine «involutivo» non è usato con un significato negativo, ma per indi­care un movimento che va dall'interno all'esterno, dal centro alla periferia, dallo stato ricettivo allo stato attivo.

Se prendiamo ad esempio il ciclo «veglia-son­no», vediamo che nella fase di veglia la coscienza va verso l'esterno, l'energia vitale va verso l'espressione attiva e l'attenzione si focalizza verso il mondo oggettivo fisico. Nella fase dì sonno invece la coscienza va verso l'interno, verso il riposo e la passività e l'atten­zione, anche se non ne siamo consapevoli, si focalizza nel mondo soggettivo e psichico.

Quindi quando la coscienza nello stato di veglia va verso il mondo fisico, subisce una «involuzione» perché è limitata dalla sua identificazione con il cer­vello e dalla necessità di osservare, controllare e agire sul mondo oggettivo e materiale; mentre quando si ritira dal mondo fenomenico nel sonno, va verso la sua dimensione più affine, quella psichica e spiritua­le, che noi chiamiamo «inconscia», perché usualmen­te non la percepiamo e si libera dai legami materiali, dalle necessità di occuparsi del corpo e del mondo esterno e quindi subisce una «evoluzione».

Tuttavia, poiché non siamo consci di questi mo­vimenti interiori, non sappiamo veramente utilizzarli. Teniamo separate queste due fasi impedendo una ve­ra interazione fra di loro e creiamo una separazione, un diaframma tra veglia e sonno e quindi una disar­monia, aumentando così la dualità e spesso il conflit­to e l'opposizione.
Le due fasi di ogni ciclo e i due poli di ogni dua­lità in realtà non sono opposti, ma complementari e cioè non possono esistere l'uno senza l'altro e non hanno alcun significato e scopo presi separatamente.

Questo è il segreto evolutivo che l’uomo deve scoprire durante il suo lungo cammino terreno di vita in vita e che gli viene continuamente riproposto sotto infiniti aspetti e forme, con modalità ed esperienze  diverse, con simboli ed energie che egli deve imparare ad interpretare ed a vivere nella sua coscienza.

Un altro ciclo molto importante e significativo che l'uomo deve imparare a percepire ed a utilizzare è quello costituito dalle fasi lunari, che è formato da due periodi, quello che va dal novilunio al plenilunio e quello che va dal plenilunio al novilunio. Tale ciclo non solo influenza il livello fìsico (come è stato con­statato dalla scienza dei bioritmi), sia per quello che riguarda la natura in generale, sia per quanto riguarda l'uomo, ma influenza anche il livello psicologico e spirituale creando un ritmo interiore, una specie di flusso e riflusso delle energie sottili, dal Sé alla perso­nalità e dalla personalità al Sé.

La luna ed il sole infetti sono sìmboli rispettiva­mente della personalità e del Sé, che sono in conti­nuo rapporto polare, costituendo una polarità di op­posti che debbono infine integrarsi e fondersi.

Nel periodo che va dal novilunio al plenilunio, quello chiamato di «luna crescente», le energie della personalità «salgono» verso il Sé, il «sole», la cui luce penetra nei veicoli ed illumina gradatamente e con va­rie fasi la luna, e cioè la personalità, culminando nel plenilunio che costituisce il momento di completo alli­neamento e illuminazione. In tale momento vi è una occasione favorevole per avere un contatto più profon­do con il Sé, ricevere le Sue energie luminose e vivifica­trici e fate un passo avanti sulla via dell’autorealizzazio­ne.

Nel periodo invece che va dal plenilunio ai novi­lunio, le energie spirituali lentamente si ritirano, la luna decresce (come si suol dire) e l'uomo nella sua coscienza si sente meno ricettivo alla parte spirituale, più lontano dal Sé e tende ad andare sempre più con la sua attenzione verso la personalità e verso il mondo oggettivo, a volte sperimenta un senso di oscurità e di depressione o addirittura una svitalizzazione che cul­mina nel giorno del novilunio.

Anche in questo caso vediamo un ritmo di «evo­luzione» ed «involuzione», di interiorizzazione edi esteriorizzazione, come nel ciclo veglia-sonno, che simbolicamente rispecchia il «grande respiro di Brahma», che regola tutta la manifestazione.

Dovremmo divenire coscienti di questo ritmo interiore per poterlo utilizzare, comprendendo il suo scopo, che è quello dì portarci verso l'equilibrio e l'armonia tra il Sé e la personalità, tra vita interiore e vita esteriore, tra Spirito e Materia.
Non dobbiamo vivere le due fasi come contrasto ed insanabile scissione, ma come due modalità attra­verso cui si esprime l' Essere e che sono ambedue ne­cessarie al nostro sviluppo ed al raggiungimento della totalità.

Noi in genere viviamo le due fasi di ogni ciclo successivamente nel tempo, per periodi più o meno lunghi, identificandoci con l'una o con l'altra fase, tanto che quando sta per avvicinarsi un cambiamento di rotta che prelude il manifestarsi della seconda fase, ci opponiamo a ciò, procurandoci una crisi più o me­no grave.
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